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lunedì, 19 giugno 2006
Barbara Spinelli, La Stampa, 18 giugno 2006
Se tre Presidenti della Repubblica hanno parlato della Costituzione italiana con parole che rimandano al sacro - Oscar Luigi Scalfaro la ricorda come resurrezione civile, Carlo Azeglio Ciampi la chiama sua Bibbia laica, Giorgio Napolitano la paragona alla mosaica tavola dei valori e dei principi in cui riconoscersi - vuol dire che c’è qualcosa di essenziale, nella scelta che gli italiani compiranno il 25-26 giugno quando approveranno o respingeranno la riforma costituzionale varata dalla precedente maggioranza. Secondo alcuni si tratta di scegliere tra il vecchio e il nuovo, fra conservazione e modernità. Altri hanno l’occhio fisso sui futuri negoziati tra partiti, e danno al voto un valore puramente strumentale: c’è chi sostiene che il No faciliterà la ripresa di trattative bicamerali, e chi invece ritiene che solo il Sì la permetterà. Difficile sapere esattamente dove stia la verità, ma non è questa l’essenza su cui saremo chiamati a pronunciarci...
sabato, 17 giugno 2006
Un mio vecchio articolo sulla devolution.Leggi qui.
Salvatore Scaglione, Megachip, 16 giugno 2006
La posta in gioco è maggiore di quanto non si creda. Può darsi che dall'informazione parcellizzata e furfantesca della tv non appaia chiaro, ma nel prossimo referendum si giocano molte cose e tutte importanti. E la battaglia per la Costituzione repubblicana è ancora da combattere.
Giocheranno contro anche le prime disillusioni per il nuovo governo, “amico” ma lento, contraddittorio e chiacchierone. L'indifferenza diffusa è certamente alimentata dalla noia per una politica che si trascina stancamente, frullando insieme come in unica poltiglia nobiltà e grettezze, grandi disegni e modeste carriere, superficialità e sotterfugi, che spezzano le migliori buone intenzioni...
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domenica, 04 giugno 2006
Furio Colombo, l'Unità, 4 giugno 2006
Senti dire che bisogna proporre un No prudente, con molti distinguo, alla cosiddetta riforma costituzionale del centrodestra, per evitare di apparire conservatori che vogliono la vecchia Costituzione e basta.
Senti dire che forse è meglio votare Sì alla cosiddetta riforma costituzionale del centrodestra perché comunque non entra in vigore subito e resta tutto il tempo di cambiarla, negoziando alle Camere articolo per articolo, compresi i più insensati e i più assurdi.
Senti dire che, se si vuole un dialogo, bisogna cominciare dal referendum. Batterci, certo, per vincerlo, ma con lo spirito di chi vuole lavorare insieme a future e più rasserenanti modifiche, in modo da non spaventare gli entusiasti del cambiare tutto e cambiare subito.
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Giovanni Sartori, Il Corriere della Sera, 4 giugno 2006
Le costituzioni non sono né di destra né di sinistra. O sono ben fatte (accettabili) o sono malfatte (inaccettabili). Il che sottintende che una costituzione dovrebbe essere giudicata secondo criteri funzionali. Funzionerà bene? Funzionerà male? Ma siamo in Italia. Guai a fare le cose nel modo giusto..
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