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   "I fatti che la Corte ha ritenuto provati dicono che il sen. Andreotti ha coltivato amichevoli rapporti con gli stessi boss mafiosi, ha chiesto loro favori, li ha incontrati, ha interagito con essi, ha loro indicato il comportamento da tenere in relazione alla delicatissima questione Mattarella; ha indotto i medesimi a fidarsi di lui; ha omesso di denunciare la loro responsabilità, in particolare in relazione all’omicidio Mattarella" (sentenza corte d'Appello, 2 maggio 2003, confermata in Cassazione)

 



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lunedì, 14 novembre 2005
 

A che gioco stanno giocando /4 ?

Steve Watson, Prisonplanet (via comeDonChisciotte)

Uno degli attentatori suicidi che hanno attaccato Londra il 7 luglio fu filmato mentre discuteva con un cassiere di che gli avrebbe dato del resto sbagliato alcune ore prima di farsi saltare in aria, ha riportato ieri il London Independent. Un esperto di anti-terrorismo della Polizia Metropolitana ha anche detto ad un seminario che i quattro terroristi – Mohammad Sidique Khan di 30 anni, Shehzad Tanweer di 22, Germaine Lindsay di 19 e Hasib Hussain di 18 – non coincidevano con il profilo preconcetto del terrorista. Il funzionario ha detto al seminario tenutosi a Preston (nel Lancashire) due settimane fa: “Questo non è l’atteggiamento di un terrorista - Voi pensereste che è normale. “Tanweer ha pure giocato a cricket la sera prima di andare a Londra – Ora, sono queste le azioni di qualcuno che sta per farsi saltare per aria il giorno successivo? “Ho visto il footage della CCTV su queste persone. Non sembra che stiano andando a commettere assolutamente alcun crimine. L’attentatore di Russel Square [Hasib Hussain] si vede in effetti mentre va per negozi e in mezzo alla calca [prima del suo attacco]”. Ha detto l’esperto.

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postato da fcaffa | 23:52 | commenti (2)| link
londra 7 luglio



lunedì, 18 luglio 2005
 

A che gioco stanno giocando /3 ?

fonte: come DonChisciotte, 17 luglio 2005

Due articoli riguardanti l'attentato del 7 luglio al bus 30 di Londra.


Il conveniente malfunzionamento della videocamera sul bus di Londra

di Jon Rappoport
13 luglio 2005

Dal quotidiano britannico, the Mirror:

“Ma l’indagine ha avuto un serio ritardo quando si è scoperto che non funzionavano le videocamere CCTV (a circuito chiuso, ndr) sul bus che è esploso, così i detective non potranno ricavarne vitali immagini dell’attentatore. Una fonte di Scotland Yard ha detto: “E’ un grande colpo ed una delusione. Se le videocamere fossero state in funzione avremmo avuto una chiara immagine della persona che ha provocato una tale atrocità.
“Non sappiamo se l’autista si è dimenticato di accenderle o se c’era un problema tecnico, ma non c’è alcuna immagine”. Il bus aveva quattro videocamere – una all’entrata dove si fa il biglietto, una ad ogni porta d’uscita e una che riprendeva il veicolo per lunghezza".
Fine della citazione dal Mirror.

Presumo, come riporta la stampa, che queste videocamere contengano la registrazione video e non trasmettano direttamente a delle postazioni remote dalle quali la polizia è in grado di osservare l’azione (e fare il loro proprio nastro) in tempo reale. Se fosse così, mi chiedo se il nastro delle videocamere sul bus sarebbe sopravvissuto all’esplosione. Comunque, è più che strano che le videocamere sul veicolo non funzionassero la mattina del 7 Luglio.

Questa è una classica ed ovvia operazione controllata. Spegnere le videocamere. Non lasciare alcuna prova visiva. Ed anche il fatto che la polizia consideri il malfunzionamento delle videocamere semplicemente come un fatto triste e strano è allo stesso modo una reazione classica. Si parla di un enorme livello di ingenuità. Naturalmente, sono sicuro che a Londra ci sono poliziotti consapevoli che lo spegnimento di quelle videocamere è stata una pura operazione controllata. Ed agli alti livelli della polizia di Londra, ci sono certamente uomini che stanno producendo dichiarazioni pur sapendo che sono false.

Se tu fossi un poliziotto, cosa penseresti? Un bus è esploso, uccidendo e mutilando molte persone. Il tuo primo indizio di investigazione di quel giorno sono le videocamere all’interno del bus. Non funzionavano. Erano spente. Daresti una scrollata di spalle pensando che sia solo una coincidenza?


Un dipendente della Stagecoach di Londra ritiene sospetto l’attentato al bus


di Paul Joseph Watson
Prison Planet 15 luglio 2005

Abbiamo ricevuto una email da un dipendente della Stagecoach, la compagnia responsabile della maggior parte dei Bus di Londra.
Il nostro contatto lavora approssimativamente ad un miglio dal sito dove è esploso il bus lo scorso giovedì.

L’autista rivela che il bus numero 30 fu il solo ad essere dirottato su un’altra linea dopo le iniziali esplosioni nella metropolitana di Londra, tutti gli altri bus continuarono il loro normale giro, ma per qualche ragione questo bus fu deviato. L’autista spiega quanto segue riguardo alla manutenzione del circuito delle videocamere CCTV:
"Il circuito CCTV è soggetto a manutenzione almeno 2 o 3 volte alla settimana e può immagazzinare fino a 2 settimane di video registrazione. Questo lavoro è eseguito da una ditta esterna….Così quando io ho sentito che il CCTV non funzionava su un veicolo che non è più vecchio di due anni dallo scorso Giugno….. Mi dispiace ma questa è un'invenzione, lavoro per questa compagnia e conosco la differenza”. Una cosa interessante….lo scorso Sabato un fornitore è venuto ad ispezionare le videocamere CCTV sugli autobus al deposito. Secondo il mio capo tale persona ha trascorso più di venti ore durante il week-end, 20 ore per vedere se le telecamere CCTV funzionano? Inoltre, quella persona che è venuta non era un normale contractor, per ragioni di sicurezza sono sempre le stesse e poche persone che vengono al deposito per compiere questo specifico lavoro, questa volta è stato diverso. Gli autisti al deposito pensano già che il cosiddetto attentatore abbia avuto un aiuto interno, motivo che spiega perché era così organizzato. Qualcuno pensa perfino che sia stato aiutato dalla compagnia.”

Ho ricevuto altre informazioni che suggeriscono che le telecamere CCTV vengano sottoposte a controlli regolari di manutenzione. La polizia paga la compagnia del bus per controllarle, e la compagnia dei bus realizza profitti consistenti da questo, motivo per cui entrambe le parti beneficiano dal mantenere funzionante il sistema CCTV. Queste informazioni rendono ancora più sospetto il fatto che le telecamere sul bus non funzionassero.
Può essere che una lunga ispezione di 20 ore del circuito CCTV avesse lo scopo di disabilitare le telecamere, o anche qualcosa di peggiore? I contractors, che non sono stati riconosciuti dai dipendenti della compagnia di bus, stavano piazzando una bomba? Ma non preoccupatevi, i mass media si affanneranno intorno a questa foto del presunto attentatore suicida Hasib Hussain, che ci hanno detto abbia fatto detonare la bomba sul bus. Bene, è una foto granulosa di una ragazzo Musulmano con uno zaino, caso chiuso! C’è abbastanza evidenza per me, posso tornare a letto.

Senza dubbio questi quattro Musulmani sono stati incastrati. Molto probabilmente erano stati assunti dall’MI6 come spie, spediti in Pakistan e poi fatti rientrare dicendogli che dovevano prendere parte ad un’importante esercitazione per testare la sicurezza nazionale. Gli sono stati dati degli zaini, messi sui treni e sono state fatte detonare le bombe con un comando a distanza.

Credete davvero per un secondo che ragazzi con figli di 8 mesi e ragazzi che insegnano a studenti disabili si farebbero esplodere per uccidere altre persone innocenti?


postato da fcaffa | 21:52 | commenti (2)| link
londra 7 luglio



lunedì, 11 luglio 2005
 

A che gioco stanno giocando/2 ?

Angela Pascucci, il manifesto, 10 luglio 2005

Dopo gli attentati di Londra, il futuro mondiale si è fatto se possibile più inquietante e oscuro per Nafeez Mossadeq Ahmed, giovane , 27 anni, studioso con genitori bengalesi e passaporto britannico, che nel suo Guerra alla verità (pubblicato in Italia nel 2004 da Fazi Editore) ha cercato di dimostrare, basandosi sull'esame di una mole impressionante di documenti, che l'11 settembre, lungi dall'essere il frutto di un intelligence carente, fu il risultato di una complicità nelle alte sfere politiche che decisero di ignorare gli avvertimenti assai chiari di un imminente attacco al World Trade Center. Quell'interpretazione dell'attentato che ha sconvolto lo storia del mondo, influenza naturalmente la lettura dei recenti attacchi alla capitale britannica dove, dice Ahmed al telefono da Londra, «c'è oggi molta preoccupazione e incertezza». La preoccupazione più grande viene suscitata nel giovane analista dal governo Blair. Gli attacchi infatti, dice « potrebbero essere un pretesto per limitare le libertà civili nel Regno unito. Dopo l'11 settembre sono stati fatti molti tentativi in questo senso con la proposizione di una dura legislazione anti terrorismo che non ha avuto successo. Ma temo che dopo questo orribile evento il governo torni a riasserire la necessità di proteggere gli inglesi con più sorveglianza e più polizia».

Quali effetti avranno gli attentati sulla guerra in Iraq?

Penso che questo crimine sarà usato per ottenere un maggiore sistegno pubblico. Si sosterrà che per sradicare il terrorismo e tenere lontana questa piaga avremo bisogno di mantenere le nostre truppe in Iraq, in Afghanistan e ovunque ce ne sia bisogno. Servirà a giustificare una politica estera espansionista.

Qual è la sua analisi della rivendicazione di Al Qaeda. Si può parlare di azioni coordinate in Europa?

Negli ultimi tre anni molti documenti e rapporti confermano che ci sono diversi gruppi di Al Qaeda attivi in Europa. Ma io penso che sia importante sottolineare il ruolo dei servizi segreti, molto più profondo di quel che appare. Elementi chiave dei gruppi di Al Qaeda che attuarono l'attentato a Madrid erano informatori dei servizi segreti spagnoli e molti avevano legami confermati con agenti chiave dell'intelligence. E' preoccupante il legame che spesso si rintraccia fra governi occidentali, servizi segreti interni e gruppi legati ad Al Qaeda. Nel 1996 è scoppiato uno scandalo quando si è saputo che il governo inglese aveva pagato 100mila dollari a una cellula di Al Qaeda in Libia per assassinare il colonnello Gheddafi. La mia impressione è che Al Qaeda non sia solo un nemico da combattere ma una specie di «risorsa».

Descrive una situazione senza via d'uscita, in mezzo ad interessi oscuri, che condanna a una guerra infinita...

La mia posizione è che a questo punto c'è qualcosa che non è affatto chiaro e che andrebbe investigato in modo indipendente. Dovrebbe costituirsi un movimento internazionale, in Europa, in Gran Bretagna, costituito da avvocati, accademici per portare alla luce questo fenomeno, per avviare una vera inchiesta sui poteri illegali. Anche se la sua attuazione è davvero difficile, forse impossibile. Basta guardare agli Stati uniti dove quel che si è ottenuto è stata la Commissione sull'11 settembre che non ha prodotto analisi e risultati obiettivi.

Nel giorno degli attentati di Londra, a Baghdad veniva ucciso l'ambasciatore egiziano, a segnalare una situazione complessa nello stesso fronte islamico. Cos'è in gioco in questa divisione? E qual è il vero scontro in corso?

Io non vedo scontri di civiltà, o fra culture o fra gruppi. Io vedo una questione fondamentalmente geopolitica. Penso al Project for New American Century e ai suoi fondamenti. Si può credere che l'intero piano di guerra al terrorismo sia stato concepito sulla carta dai neo con prima dell'11 settembre. Questo think tank era, ed è, legato all'amminstrazione Bush. Così pare chiaro, almeno a me, che alla base di tale strategia vi era il fatto che il potere Usa nel mondo è stato messo in discussione su molti fronti. La questione più importante è l'accesso al petrolio e il controllo delle risorse. Ma è solo un aspetto. Ci sono anche altre, più vaste questioni economiche. Al centro c'è quella che Immanuel Wallerstein ha definito il crescente fallimento di un sistema internazionale dominato dagli Usa. Io penso che l'11/9 sia stato in definitiva un'opportunità per consolidare un potere in declino. Il dopo Londra potrebbe essere lo stesso.

 

A che gioco stanno giocando/1?

Massimiliano Mazzucco, Luogo Comune, 11 luglio 2005

Quante probabilità ci sono, secondo voi, che la polizia di Londra decida di fare una esercitazione antiterrorismo, immaginando degli attacchi con esplosivi piazzati proprio nelle stesse stazioni in cui gli attacchi sono avvenuti, nello stesso giorno e alla stessa identica ora?
La risposta potrebbe essere questa: ci sono le stesse probabilità che c'erano, quattro anni fa, che la difesa aerea americana e la CIA decidessero di simulare un attacco a Torri e Pentagono, con aerei civili dirottati, proprio nel giorno e nell'ora in cui i veri attacchi sono avvenuti. Peter Power è un personaggio relativamente noto al pubblico inglese: ex-agente di Scotland Yard, autore di libri, frequente ospite televisivo,è oggi direttore della Visor Consultants, una curiosa società specializzata in "prevenzione dei disastri" di ogni tipo e dimensione.  Ed è stato lui stesso a raccontare in televisione il proprio stupore, nell'accorgersi che la mattina del 7 Luglio, mentre stava dirigendo un'esercitazione per un eventuale attacco terroristico nelle stazioni del metrò di Londra, le bombe che esplodevano erano vere, che i feriti e le urla erano veri, e che i soccorsi che fortunatamente aveva sottomano andavano immediatamente reindirizzati verso le vittime reali di quelle esplosioni...