IL BANCARIO

   "I fatti che la Corte ha ritenuto provati dicono che il sen. Andreotti ha coltivato amichevoli rapporti con gli stessi boss mafiosi, ha chiesto loro favori, li ha incontrati, ha interagito con essi, ha loro indicato il comportamento da tenere in relazione alla delicatissima questione Mattarella; ha indotto i medesimi a fidarsi di lui; ha omesso di denunciare la loro responsabilità, in particolare in relazione all’omicidio Mattarella" (sentenza corte d'Appello, 2 maggio 2003, confermata in Cassazione)

 



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venerdì, 08 giugno 2007
 

Le citazioni false del bancario /1

- Roberto, non mi ami più come una volta.
- Piantala dai...lo sai che non è così.
- Ti vedo sempre lontano, assente...basta...ho deciso di separarmi!
- Giulia, ma noi...non siamo sposati.
- ...
- Ecco...sempre a contraddirmi...vedi...
- Giulia, ti prego, basta...sei stanca...parliamo dopo.
- NOOO!!! E non alzare la voce, i bambini stanno DORMENDO!!
- Tesoro, noi non abbiamo figli...lo sai...
- ...
-  Ti odio, ti ODIO, quando ti comporti in questo modo ti odio!! Perchè mi fai soffrire così...torno a casa da mia madre!!
- Giulia, cara, tua madre è morta due anni fa.
- Dio, Dio...cosa ho fatto per meritarmi un uomo del genere...mai una volta che mi dai ragione, mai, mai...
- Ma Giulia, è la realtà...Giulia, Giulia, che stai facendo??
- La voglio far finita, mi butto dal balcone.
- Giulia, quale balcone...siamo in un bungalow, al mare...vieni qua piccina, calmati...ti do 10 gocce di Lexotan così stanotte dormi tranquilla.
-...
- ...
- Roberto mi ami?
- Dai, ne parliamo domani con l'analista di coppia. Notte.

(Luigi Piroli, Un amore desolato, Zicconi editore)





domenica, 03 giugno 2007
 

Le citazioni vere del bancario /1

Mando un messaggio sul telefonino alla mia morosa: "Pirandellianamente tuo!".
Lei subito mi telefona: "Cosa vuol dire quella frase?".
Io: "Niente amore. Ho sbagliato a scrivere! Ciao!".
Dopo un'ora mi richiama: "Com'è possibile che hai sbagliato a scrivere una parola così lunga e specifica?".
Io: "Amore, non so. Non è cambiato niente tra noi. Ti amo e basta".
Niente da fare, la donna continua a indagare e a chiedersi il perchè. Alla fine dopo un mese così  abbiamo litigato e ci siamo lasciati.


(Maurizio MIlani, Del perchè l'economia africana non è mai decollata, Kowalski editore, pag.27)
postato da fcaffa | 22:20 | commenti | link
libri, citazioni vere



sabato, 25 novembre 2006
 

Tutto parte da qui

copljc.aspÈ davvero possibile che sondaggi ed exit poll falliscano completamente le loro previsioni? Dopo una campagna elettorale allo spasimo, i risultati delle elezioni 2006 smentiscono clamorosamente ciò che tutti si aspettavano. Data per trionfatrice, la Sinistra ha quasi perso. Dato per sconfitto, il Tycoon ha quasi vinto. Ma cosa è accaduto in realtà? Sulla scia della rivelazione di un investigatore privato, un giornalista cerca di venire a capo di una ipotesi inquietante. Il grande broglio è stato compiuto dal Tycoon e dai suoi.Una macchinazione per cambiare l'esito del voto popolare. Un complotto basato su un trucco vecchio come il mondo: le schede bianche...
ibs.it



domenica, 01 gennaio 2006
 

Il danno che verrà?

crollo-economico-2006-2007Già da tempo si avvertono i primi chiari segnali che anticipano una crisi (aumento dei disoccupati, perdita di valore delle monete, guerre e terrorismo...).
E infatti Mandeville prevede che non più tardi del 2006 l'economia inizierà a scivolare verso il basso e il crollo potrebbe essere devastante come quello della Grande Depressione degli anni ’30.
Le informazioni contenute in questo libro sono indispensabili per comprendere i cambiamenti radicali in atto in tutto il mondo e quelli che nei prossimi anni colpiranno l’economia, l’occupazione, i beni mobili e immobili, le valute e molti altri settori.
(continua)
postato da fcaffa | 14:59 | commenti | link
libri



domenica, 10 aprile 2005
 

La verità che viene a galla/1

fonte: ReporterAssociati, 10 aprile 2005
fonte originaria: Famiglia Cristiana
autore dell'articolo: Luciano Scalettari

Fitta nebbia, un comandante distratto dalla partita di calcio, una rotta sbagliata, la "tragica fatalità". Nella memoria degli italiani, evoca questi ricordi il "Moby Prince", il traghetto della Navarma che alle 22,25 del 10 aprile 1991 si è infilato nella fiancata della petroliera Agip Abruzzo prendendo fuoco: 140 vittime, un solo sopravvissuto, la più grave sciagura della marineria civile italiana. Questa "verità", confezionata all’indomani della tragedia, è rimasta indelebile nel ricordo collettivo. Ma non è la verità. La vicenda del traghetto-passeggeri torna alla ribalta per la tenace ricerca di Enrico Fedrighini, milanese, uno col "vizio della memoria". «Un bel giorno ho incrociato questa storia, per caso. Ho cominciato a leggere e a scavare. Poi, non so quando sia successo, mi sono reso conto di aver oltrepassato la soglia di non ritorno, quella oltre la quale decidi che devi andare fino in fondo». L’ha fatto. La ricerca di Fedrighini è diventata un libro: "Moby Prince: un caso ancora aperto" (edizioni Paoline), in uscita in questi giorni. In quattro anni l’autore s’è studiato tutto sul Moby: faldoni processuali, relazioni, inchieste amministrative, perizie. «Ebbene, c’è tutto nelle carte. Occorreva metterle insieme. Nell’impressionante mole di documenti c’è quanto basta per dire che quella verità è fasulla e che nella rada del porto di Livorno è accaduto ben altro. Qualcosa che abbiamo diritto di sapere. Perché è una brutta storia, una storia che fa paura»...
postato da fcaffa | 20:14 | commenti (2)| link
libri



mercoledì, 16 marzo 2005
 

I sicari dell'impero

fonte: REKOMBINANT



Il ruolo dei "sicari economici" nella distruzione delle nazioni

Negli USA è stato pubblicato un libro clamoroso di John Perkins che denuncia come gli ambienti finanziari abbiano utilizzato la Banca Mondiale, il FMI e una rete di sicari finanziari privati per aggredire e rovinare intere nazioni, risalendo fino al tempo in cui Kermit Roosevelt Jr. (nipote del presidente Theodore, da non confondere con il presidente Franklin Delano Roosevelt) orchestrò il rovesciamento del governo nazionalista di Mossadeq in Iran, nel 1953. Il libro è intitolato "Confessioni di un sicario economico: come gli USA usano la globalizzazione per rubare migliaia di miliardi ai paesi poveri".
postato da fcaffa | 22:38 | commenti | link
politica, libri



venerdì, 14 gennaio 2005
 

Che cosa mi sono perso

Tutti a chiederti se hai letto "IL CODICE DA VINCI". No, non l'ho letto. E' grave? 



giovedì, 06 gennaio 2005
 

Religiosamente scorretto

Cristopher Hitchens è un giornalista britannico e vive negli Stati Uniti. Non è un Bruno Vespa qualsiasi. E’ uno, per dire, che da una vita cerca d’incastrare l’ex segretario di stato statunitense Henry Kissinger al quale ha dedicato un libro, dei reportages e un’infinità di conferenze. E’ di sinistra – ha scritto sulle principali riviste radicals d'Oltreoceano – ma, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, si è inimicato parecchi dei suoi vecchi compagni di strada perché ha sposato in pieno la causa dell’amministrazione Bush, sostenendo che il fondamentalismo islamico è il totalitarismo dei nostri giorni e che non bisogna andare troppo per il sottile per debellarlo. Insomma Hitchens le tira a destra e manca, chi c’è c’è. Nel 1995, con un libro intitolato “La posizione della missionaria”, ha messo sulla graticola Madre Teresa di Calcutta e bisogna convenire che ha avuto del bel coraggio a mettere in discussione un’icona del nostro tempo, venerata ad ogni latitudine. Cosa dice Hitchens nel libro, che in Italia è stato pubblicato nel 1997 dalle edizioni Minimum Fax, nel silenzio pressoché assoluto? Be’, la sua è un controstoria, una inchiesta condotta sul campo che offre della piccola suora albanese un ritratto spietato e documentatissimo. Il giornalista riporta le testimonianze di volontari e suore che hanno abbandonato l’ordine fondato. Storie sempre uguali che raccontano di una Madre Teresa a cui non interessava il dolore fisico dei suoi assistiti, perché chi si mette alla sequela del Cristo sofferente deve accettarne la medesima sorte, che si opponeva al controllo delle nascite nella città più sovrappopolata del mondo, che prendeva soldi da dittatori spietati come l’haitiano Duvalier e che nei suoi “ospedali” lasciava che i malati fossero ammucchiati per terra o su brandine sporche. E' una lettura che non lascia indifferenti. A ciascuno le proprie conclusioni.