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sabato, 16 giugno 2007
Di acqua e di respiro
di passi sparsi
di bocconi di vento
di lentezza
di incerto movimento
di precise parole si vive
di grande teatro
di oscure canzoni
di pronte guittezze si va avanti
di come fare
di come dire
di come fare a capire
di alti
di bassi
battiti del cuore
fasi della luna
e ritmi della terra
di intelligenza
di intermittenza
si vive di danze
di ballo sociale
di una promessa
di un faccia differente
di mediocri incontri
di bellezze
di profumi ardenti
di accidenti
rotolando si gira, si balla
si vive, si fa festa
quella, questa
si picchia forte col piede
nella danza
e si sbaglia il passo
si vive di fortune raccontate
e di viaggiare
e si cammina stanchi
è di lavoro
è opposizione
è corruzione
si vive di lenta costruzione
e di tempo che ci inchioda
e di diavoli al culo
di fianchi smorti
di fuochi desiderati
si vive di pane
di speranza di bere
un vino buono per l'estate
rotolando si vive
di discorsi leggeri
cori
di maschere notturne
canto e discanto
e giù divieti
e oli sulla pelle
e sorrisi di fantasmi
e fantasmi fotografati
e giù campane annuncianti
si vive di sguardi fermi
di risposte folgoranti
di lettere partite
che aspettiamo in cima al mistero
di essere così soli.
Di questo si vive
e di tant'altro ancora
che inseguiamo come i cani
respirando dal naso
per finire invece
ancora sorridenti, ancora abbaianti
di un dolore a caso
Ivano Fossati, Discanto, 1990
domenica, 10 giugno 2007
Forse è vero che, per conquistare il potere e per conservarlo tenendo gli elettori al gunzaglio, i politici sono costretti a mentire. Forse è vero che gli elettori, mitridatizzati, finiscono con l'«affezionarsi alla menzogna come il cane è affezionato al proprio guinzaglio». Ma il giornalista, in tutto questo, che c'entra? E, se c'entra, che ruolo ha? L'alternativa è secca. O si rassegna al suo ruolo di guinzaglio. Oppure il guinzaglio che lega il potere ai citadini lo recide con le cesoie, riscoprendo la sua missione [...] quella di raccontare i fatti. Possibilmente veri. Possibilmente tutti.
(Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti, Il Saggiatore, pagg.302/303)
giovedì, 07 giugno 2007
Non si fuma nella stanza del bambino.
Ecco probabilmente si potrebbe immaginare pensiero allucinazione forse sogno in questo dolce chiamiamolo così mondo in questa luce si potrebbe dire morbida lenzuola rosa azzurre senza mai rompere certo, la tradizione sì, la culla apine farfalline DLIN DLON DLAN farfalline come dire, il festival sì, del Giappone - e poi ciucci tettarelle peluches GMEH GMEH i peluches e il latte l'odorino la cacca che in genere fa diciamo così schifo ipotesi cancellata meravigliosa morbida giallina complimenti.
Rieccola la stanza sì, del bambino sempre uguale no, diversa un lettino con le sbarre certo, movibili un girello un passeggino due passeggini non si sa mai la carrozzina, già, è vero, la carrozzina cabriolet ipotesi cancellata ombrellino cappottino salopette scarpette n° 25, 26, 27 si tiene tutto può venir buono non si sa mai e poi tute tutine con Minnie - Pluto Topolino Ronaldo.... Ronaldo! e poi casine castelli fortini soldatini e 'pasol', 'pasol', 'pasol', voglio dire puzzle, puzzle, puzzle.
domenica, 03 giugno 2007
Mando un messaggio sul telefonino alla mia morosa: "Pirandellianamente tuo!".
Lei subito mi telefona: "Cosa vuol dire quella frase?".
Io: "Niente amore. Ho sbagliato a scrivere! Ciao!".
Dopo un'ora mi richiama: "Com'è possibile che hai sbagliato a scrivere una parola così lunga e specifica?".
Io: "Amore, non so. Non è cambiato niente tra noi. Ti amo e basta".
Niente da fare, la donna continua a indagare e a chiedersi il perchè. Alla fine dopo un mese così abbiamo litigato e ci siamo lasciati.
(Maurizio MIlani, Del perchè l'economia africana non è mai decollata, Kowalski editore, pag.27)
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