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lunedì, 14 maggio 2007
Gianfranco Panicucci, Enigma in corpo 4, ed.Panicucci
L'esordiente Panicucci tenta di ricalcare le orme del grande Raymond Queneau e dà alle stampe un'opera nella quale la sperimentazione linguistica è la cifra dominante. Usando solo le parole ignifugo, caciocavallo, manfrina, allocuzione, cratere e i verbi tormentare, dislocare e tendere, lo scrittore tratteggia un mondo immaginario, duecento pagine dominate dai sensi e dalla percezione dell'umana finitezza. L'esito è orrendo. Il lettore alla prima pagina accusa feroci cefalee, alla seconda vorrebbe sbattere la testa contro un muro e alla terza stermina la famiglia e i vicini di casa. Crediamo che alla pubblicazione di un'opera così orrenda abbia contribuito non poco il fatto che lo scrittore sia figlio dell'editore.
mercoledì, 03 maggio 2006
Tornare son tornato. Vado via un attimo e per poco mi ritrovo quella vecchia volpe di Andreotti sullo scranno più alto di Palazzo Madama. Giuro che non mi muovo più...Per il resto? Il Cav. non è più in sella e non lo rimpiangeremo (lui dice di sì, ma sapete come sono 'sti ragazzi...). Attendo notizie da nonno Ciampi (mamma mia, come si fa desiderare...) per poi iniziare a fare le pulci al Professore e al suo programma. A questo proposito tornerà utile L'ARCHIVIO DEL BANCARIO, che ho assai trascurato, nonostante le mie migliori intenzioni, nel corso della campagna elettorale. Cercherò di far meglio in futuro, parola di bancario.
venerdì, 27 gennaio 2006
mercoledì, 18 gennaio 2006
domenica, 01 gennaio 2006
L'ARCHIVIO DEL BANCARIO: Meteci
giovedì, 29 dicembre 2005
mercoledì, 28 dicembre 2005
Guido Viale, il manifesto, 18 dicembre 2005
La Tav Torino-Lione si profila come una sorta di suicidio per il centrosinistra: sei punti per smontare un progetto che fa male all'ambiente, all'economia, alla democrazia Il centro-sinistra si sta spaccando le ossa sulla Tav Torino-Lione prima ancora di essere messo alla prova come maggioranza di un futuro governo. E' quasi una beffa. La Tav Torino-Lione non si farà mai. E' un'opera quattro volte più costosa del famigerato ponte sullo stretto di Messina; quattro volte più inutile quanto a volumi di traffico previsti (che anche artatamente gonfiati a 20milioni di tonnellate/anno non coprono che la metà della capacità da installare); quattro volte tecnicamente più incerta quanto alla sua effettiva fattibilità tecnica: Il ponte rischia di lasciare dietro di sé solo due giganteschi piloni in cemento armato mozzi, con i ferri che spuntano dalle cime, come nei tanti edifici abusivi in attesa di sopraelevazione costruiti nel Mezzogiorno, senza che in mezzo venga steso nulla. Quanto alla Tav Torino-Lione, nessuno sa ancora che cosa si troverà sotto quelle montagne; si sa comunque che la principale società di perforazione del mondo si è ritirata dall'affare - verosimilmente per le difficoltà incontrate - lasciando il suo posto alla Rocksoil del ministro Lunardi, debitamente nascosta dietro una catena di subappalti...
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domenica, 18 dicembre 2005
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