Luglio 1990. Daniele si invaghisce di una ragazza, che chiamiamo Marilena, con un nome di fantasia. Conosciuta a una festa di amici, riesce a sapere il suo numero di telefono attraverso una pirotecnica ricerca che vede impegnata mezza Torino e l’agenzia investigativa Tom Ponzi, che stila apposita relazione. Inizia a telefonarle per sondare il terreno, come normalmente si fa in questi casi. Daniele è uno che prende le cose alla larga: “Che ne dici di un giro sul Monviso? Domenica andiamo a far fondo? Un cinemino? Se faccio le pizzette verresti una sera a casa mia?”. Marilena non è sintonizzata sulla stessa lunghezza d’onda. “Monviso? No, quando vado in montagna mi gira la testa. Sci di fondo? Vedi sopra. Cinema? Patisco il buio. Le tue pizzette? Sono intollerante al glutine”. Le risposte della ragazza sono, a dir poco, enigmatiche . La montagna le fa male? Ma nella relazione dell’agenzia Tom Ponzi c’è scritto che è socia del Club Alpino Italiano. Intollerante al glutine? Eppure, quella sera a casa di amici, Daniele l’ha vista mangiare un abbondante porzione di spaghetti alla carbonara. Il Nostro non demorde, con quella tigna che lo contraddistingue. Le scrive una lettera. Nessun risposta. Riscrive. Silenzio assoluto. La richiama al telefono: “Marilena, hai ricevuto le lettere che ti ho inviato?”. “Ah, scusami, non ti ho risposto perché so leggere, ma non so scrivere”. Analfabetismo di ritorno? Eppure dalla relazione di Tom Ponzi risulta che è diplomata e lavora in ufficio…magari fa la centralinista. Un giorno Daniele la incrocia alla fermata del pullman e osa l’inimmaginabile : “Marilena, ti voglio sposare!”. E lei: “Ah...non oggi, però, perché sono in ritardo per andare al lavoro. Possiamo ri sentirci tra una ventina d’anni?”. Una speranza sembra aprirsi. Ma quale sono i reali sentimenti della ragazza?






