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giovedì, 22 novembre 2007
Vi ricordate? L'ex presidente della Regione Sardegna, Mauro Pili, aveva copiato, facendole proprie, alcune parti del programma di legislatura della Regione Lombardia. In Sicilia hanno pensato bene di seguire le sue orme.
Non l'avrei mai detto. Sono d'accordo con il senatore Calderoli.
domenica, 18 novembre 2007
Duecento milioni di firme raccolte. Berlusconi rilancia: "Nasce il partito del popolo". I primi incarichi: Archimede Pitagorico segretario, Tex Willer tesoriere.
sabato, 17 novembre 2007
La raccolta di firme on line, organizzata da Forza Italia, contro il governo Prodi, sta andando alla grande. Hanno già firmato Tex Willer e Archimede Pitagorico. Altri aggiornamenti in cronaca.
p.s: ho dovuto salvare la pagina nel mio archivio file perchè non è possibile un link diretto, in quanto le firme che, minuto dopo minuto, si aggiungono nel sito di "Rivotiamo" provocano uno slittamento delle pagine.
martedì, 13 novembre 2007
L'amico Paolo mi sollecita una riflessione sui fatti di domenica. Eccomi qua. Premetto che faccio sempre più fatica a commentare - in tempo reale - quanto accade nell'universo mondo, perchè il rischio è di cadere nella solita brodaglia fatta di luoghi comuni, sociologismo d'accatto e chiacchiericcio da talk show televisivo. La realtà è complessa e occorrerebbe avere tempo e voglia per analizzare le cose in maniera non superficiale. Comunque sia, veniamo a domenica scorsa. Il reale svolgimento dei fatti non è ancora del tutto chiarito, ma una cosa appare certa. Un poliziotto ha sparato ad altezza d'uomo e ha ucciso un ragazzo, Gabriele Sandri. Omicidio colposo o volontario che sia, ancora una volta le forze dell' ordine hanno mostrato il loro volto peggiore. Genova (luglio 2001), Venaus (dicembre 2005), la morte del giovane Federico Aldrovandi, quella di Gabriele Sandri: i conti non tornano e qualcuno dovrebbe spiegarci il perchè di questo uso spropositato della violenza da parte di chi dovrebbe tutelare la vita dei cittadini (cattiva preparazione? delirio d'onnipotenza che scaturisce dal fatto d'indossare una divisa e di avere un briciolo di potere? senso di frustrazione che appena può trova delle valvole di sfogo?). Sia chiaro, il mestiere - mal pagato - di poliziotto non è semplice e sarebbe scorretto gettare la croce sull'intera categoria, ma occorre che le nostre istituzioni riflettano seriamente su quanto sta accadendo all'interno di questo corpo dello stato.
L'altra faccia di domenica è rappresentata, invece, da quella frangia di tifosi - sempre più ultrapoliticizzata - che ha risposto con veemenza impressionante alla morte di Sandri. Anche in questo caso siamo di fronte all'ennesimo episodio di una lunga catena di violenze che, in questi anni, si è cercato di spezzare senza, però, grandi risultati, a causa della mancanza di coraggio dei presidenti delle squadre calcistiche - che non hanno saputo e voluto affrontare a viso aperto il tifo più becero - e più in generale perchè tutto ciò che ruota attorno al football gode di una sorta d'impunità a prescindere. Calciopoli è servita a poco e, a parte Moggi e Giraudo, le facce sono sempre le stesse. Il business prevale su tutto e l'antico spirito che ci ha fatto amare questo splendido sport è ormai un reperto del passato. Forse ha ragione il grande Gigi Riva: fermiamo tutto per un po', prima che sia troppo tardi.
Ogni giorno la mia casella e-mail è intasata da Catene di Sant'Antonio, appelli falsi per bambini in fin di vita, barzellette che non fanno ridere, riflessioni sapienziali che se lette fino in fondo ti rendono più imbecille, messaggi promozionali che propongono a prezzi stracciati vagonate di Viagra e Cialis, varie ed eventuali. In genere cestino tutto. Questo elenco nostalgico, speditomi qualche giorno fa da due amici (grazie Marco, grazie Enzo!), mi ha invece colpito favorevolmente, perchè è, a suo modo, una fotografia spiritosa e struggente di un tempo che, pur essendo ormai alle nostre spalle, sta sempre lì a farci compagnia, anche oggi che abbiamo qualche capello in meno e ogni tanto ci misuriamo la pressione.
Noi che giocavamo all'oratorio e si giocava a passaggi o a scartare.
Noi che giocavamo "Palla Avvelenata".
Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera".
Noi che giocavamo a nascondino e a "guardie e ladri"
Noi che la penitenza era "dire fare baciare lettera testamento".
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini".
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce" (tre cambi ovviamente).
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi con i "tacun".
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se, dopo averli accarezzati, ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita e poi la bella, e poi la bella della bella.
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo...
martedì, 06 novembre 2007
Notizia di oggi: la top model brasiliana Gisele Bundchen vuole essere pagata in euro perchè il dollaro non è più una moneta affidabile. Signorina, faccia attenzione. L'Iraq è stato raso al suolo per questo.
lunedì, 05 novembre 2007
Massimo Fini, Il Gazzettino, 2 novembre 2007
Destra e sinistra si accapigliano su tutto, anche sulle cose su cui sono d'accordo, perchè son provvedimenti che, alternativamente, han preso sia l'una che l'altra, e non si capisce perchè. O meglio, lo si capisce benissimo: gli uni vogliono mantenere a tutti i costi il potere, gli altri a tutti i costi toglierglielo. E mentre si azzuffano, non si accorgono, che l'Italia si sta sfasciando.
In 35 anni di lavoro giornalistico - un arco che comprende le bombe di Piazza Fontana, il terrorismo rosso e nero, l'assassinio di Pecorelli, la misteriosa morte di Calvi, Ustica e tanti altri misteri italiani - non ho mai visto un caso così inquietante come quello di Clementina Forleo . Il Gip di Milano ha scritto al prefetto una lettera in cui, spiegando perchè rifiuta la scorta dei carabinieri, afferma testualmente: «La scorta non mi serve perchè ho ragione di ritenere che le minacce non vengono dalla piazza, ma da ambienti istituzionali... non posso certo accettare protezione dall'Arma dei carabinieri, la stessa istituzione dai cui vertici partono continuamente denigrazioni e attacchi nei miei confronti... Quando ero giudice delle scalate Antonveneta e Unipol da uomini delle istituzioni e di legge mi sono giunte pressioni perchè prendessi certe decisioni e non certe altre».
Non ce l'ho con lui, ma con chi l'ha messo a fare il ministro. Un articolo dell' Espresso su Clemente nostro.
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