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martedì, 26 settembre 2006
Massimo Fini, Il Gazzettino, 25 settembre 2006
La vicenda di Piergiorgio Welby, che ha scritto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedendo in pratica la "grazia" di poter morire in santa pace, è stata configurata come un caso di eutanasia. Ma in realtà ci troviamo su un terreno del tutto diverso che non coincide con la questione dell'eutanasia anche se ad essa si intreccia perchè molto spesso ne è all'origine e meglio è all'origine dell'emergere del problema eutanasia. Quello sollevato da Welby è infatti un classico caso di "accanimento terapeutico"....La vicenda di Piergiorgio Welby, che ha scritto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedendo in pratica la "grazia" di poter morire in santa pace, è stata configurata come un caso di eutanasia. Ma in realtà ci troviamo su un terreno del tutto diverso che non coincide con la questione dell'eutanasia anche se ad essa si intreccia perchè molto spesso ne è all'origine e meglio è all'origine dell'emergere del problema eutanasia. Quello sollevato da Welby è infatti un classico caso di "accanimento terapeutico"...
Torno a parlare dello spettacolo che ho organizzato per il compleanno di un mio amico. Oltre alla previsione azzeccata sulle scarpe con rotelle, il mago, forse, ha visto giusto anche sui reality show. Mi spiego. All'inizio del suo intervento un certo Filippo telefona e gli dice di aver sentito dire in tv che la fine del mondo arriverà il 13 gennaio 2020. Il mago gli risponde in questo modo:"...ah...hanno detto che la fine del mondo è prevista il 13 ottobre 2020...ma, vediamo un attimo...consultiamo la sfera magica, vediamo cosa si vede...13 ottobre ....2020...uhm...sì...sì....ma vedo uno che sta prendendo a martellate il suo SUV...sai un fuoristrada..quelli che vedi dappertutto... che ormai lo usano anche per andare a comprare il pane sotto casa e che fa 1 km con 2 litri di benzina e che inquina anche a motore spento....e lo sta prendendo a martellate!...l’ha distrutto proprio!!...aspetta, aspetta...vedo anche milioni di persone, ma dico milioni, su un’isola deserta che stanno prendendo a calci in culo, e gli fanno proprio male, oh, 10 deficienti che devono iniziare la 20^ edizione dell’ISOLA DEI FAMOSI....robe incredibbili, va....poi c’è uno che sta parlando, in un comizio sembra.... dice: “vabbè...abbiamo fatto la guerra umanitaria e non abbiamo umanizzato, abbiamo fatto la guerra preventiva e non abbiamo prevenuto, abbiamo fatto la guerra giusta e c’è più casino di prima...adesso abbiamo capito finalmente, ci è voluto un po’ ma ci siamo arrivati, che il problema non sta nell’AGGETTIVO ma nel SOSTANTIVO"...ah...però...senti, Filippo...ma... mi sa... che...CE L’ABBIAMO FATTA AD EVITARE LA FINE DEL MONDO!! ".
Pare che i calci in culo stiano arrivando prima. Leggi qui.
Alessandro Robecchi, il manifesto, 24 settembre 2006
Urge una regolamentazione delle fiaccolate di protesta. Non che abbia niente contro la protesta, ci mancherebbe. E anche sulle fiaccole, niente da dire. Mi limito a osservare che spesso le fiaccolate contro gli atroci delitti degli immigrati vengono annullate in fretta e furia. Ad Anzola (Bologna) la fiaccolata contro il violentatore marocchino è stata repentinamente cancellata dal programma delle iniziative comunali. Dai tempi di Erika e Omar (spettacolare fiaccolata a Novi Ligure contro inesistenti mostri albanesi), la fiaccolata di protesta contro gli stranieri è un must nazionale, una griffe del made in Italy. A volte non si fa in tempo ad annullarla, e poi diventa difficile fare una fiaccolata di smentita. Prudenza suggerirebbe che prima di indire la fiaccolata contro l'immigrato di turno si facesse almeno lo sforzo di controllargli l'alibi. Potrebbe servire - se non per aumentare il garantismo - almeno per evitare figure di merda.
Certo, lo so come va il mondo. Ci serve un capro espiatorio, e lo straniero è perfetto: una bella fiaccolata di protesta contro gli stranieri stupratori (anche quando il porco è lo zio Pino), è sempre un bel vedere. E' innegabile che il sistema paga: alla fiaccolata contro lo straniero viene di certo il telegiornale. Funziona.
Suggerirei dunque alla società civile di agire con un certo cinismo e di adottare la fiaccolata contro gli stranieri come nuova forma di lotta. Faccio qualche esempio: fiaccolata di protesta contro i feroci stranieri albanesi che spiavano tutti dai vertici Telecom avvelenando la democrazia italiana (capirai!). Una bella fiaccolata di protesta contro quei marocchini che insanguinano Napoli con la loro guerra di camorra. Aggiungerei, per non dimenticare i reati sessuali, tutti quei politici o sottopolitici pakistani che raccomandavano signorine alla tivù in cambio di quattro salti sul divano. Lo vedete anche voi, può funzionare! Se vi trovate di fronte a un reato, a una porcata, a un'ingiustizia, fate così: indite subito una fiaccolata contro lo straniero. Funziona, fa audience e non vi manganella nessuno.
Naturalmente non voglio negare che anche gli stranieri commettano reati. In questo caso suggerirei una processione con doppia fiaccola: una contro lo straniero, e una per avere indovinato, una volta tanto.
domenica, 24 settembre 2006
Dice: hasta la victoria, siempre! Con i tempi che corrono mi accontento di un pareggio, nei tempi supplementari, su rigore inesistente.
lunedì, 18 settembre 2006
Comunque la pensiate non perdetevi questa puntata di Report.
Uno dei motivi che mi hanno allontanato dal blog è che da inizio agosto ho iniziato a pensare/scrivere/organizzare uno spettacolo per il 40°compleanno di un carissimo amico che abbiamo festeggiato sabato scorso. Lo spettacolo era strutturato con 4 personaggi, da me inventati, che avevano a fare in qualche modo con alcuni suoi tratti caratteristici . Lui è un chimico, fa politica, è da una vita impegnato nel sociale, vive con altre famiglie l'esperienza del condominio solidale, ha fatto l'obiettore di coscienza, è attento alle problematiche ecologiche. I personaggi erano la sua maestra elementare, un faccendiere/corruttore che da una vita cerca di corromperlo, un "figlio dei fiori" che ha vissuto con lui in una comune negli anni '80, un mago che ha letto il suo futuro nelle carte. Ve la faccio breve. In un pezzo del suo intervento il mago racconta di un dialogo tra il mio amico, ormai nonno settantenne, e il nipote Giacomino. Giacomino gli chiede le cose più impensabili (un supercellulare che fa la foto a otto dimensioni, il computer con miliardi di gigabyte) e il nonno ogni volta cede alle richieste del nipote nonostante tenti di convincerlo che bisogna fare delle scelte accurate nei consumi, e il protocollo di Kyoto, e l'effetto serra, e gli sprechi, e i rifiuti, e la decrescita, ecc, ecc. Una delle richieste di Giacomino è la seguente: "Nonno, nonno, mi compri le superscarpe Adinaike che hanno il navigatore satellitare incorporato, che sotto c’hanno le ruote motorizzate al titanio che praticamente ti puoi muovere alla velocità della luce senza fare fatica? Me le compri nonno, me le compri?". Ebbene, giuro che non lo sapevo, ma 'ste scarpe esistono davvero.
sabato, 16 settembre 2006
La Fallaci è morta. Allah, se esisti, so' cazzi tuoi.
martedì, 05 settembre 2006
Questo blog è vergognoso. Non ci sono aggiornamenti da fine luglio e il suo titolare latita. Torna bancario, 'sta casa t'aspetta.
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