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martedì, 30 maggio 2006
In un'intervista al mensile The New Yorker Irana Fallaci se la prende con: Prodi, Berlusconi, Fellini, gli emigranti messicani, Chavez, una moschea che dovrebbe sorgere a Colle Val d'Elsa, tutti i musulmani. Vi forniamo in anteprima i prossimi bersagli della Nostra condottiera: Paperoga, il tenente Colombo, quello stronzo del suo vicino di casa a New York, il Parlamento cileno, la pizza Margherita, il boiler di sua cugina, Heriberto Herrera, Minnie Minoprio, Topo Gigio, gli orologi a cucù, l'eclissi solare, la rucola.
lunedì, 29 maggio 2006
Vi ricordate delle Bancariadi? Questa volta vi presento i componenti di una squadra particolare. Un altro viaggio nel mio folle mondo lavorativo.
LO SQUADRONE CHE TREMARE IL MONDO FA
Non si scherza nel mercato globale. La competizione è serrata e occorrono mezzi, persone e idee all’altezza di sfide sempre più impegnative. Come affrontano le banche italiane tutto ciò, in particolare le filiali che, nel loro quotidiano rapporto con i clienti, rappresentano la testa di ponte della struttura? Vi presentiamo alcuni componenti della “squadra” che ogni giorno “scende in campo” per giocare la partita dei budget, delle campagne promozionali, dei mal di pancia della clientela e delle sfuriate dei capi.
ALLENATORE
Organizza il gioco e distribuisce i ruoli. Va da sé che si sta parlando del direttore. Per certi versi la sua è una vitaccia, anche se il disagio è ripagato da un buon tornaconto economico e da allettanti prospettive di carriera. Risultati: è questo che si aspettano da lui. Numeri: è ciò che esige dalla squadra. Budget: la sua ossessione. Durante l’orario di lavoro ogni variazione in meno è vissuta, da qualche Allenatore, come un sogno che s’infrange. Premi e sedia da dirigente scompaiono dietro l’orizzonte. Il cielo diventa grigio antrace, due lupi ululano nel caveau ed è il momento di fare i conti con la propria esistenza: «Va beh, è andata così, però...dai, avrò più tempo da dedicare ai bimbi, al giardinaggio che mi piace tanto e il cane, finalmente, lo porto fuori io». Ma appena s’intravede un bel segno più, di quelli che ti chiamano dalla sede e ti dicono che sei un grande, ecco, via le nuvole, il sole splende lassù in alto e il volto dell’Allenatore si trasfigura per la felicità, il cane rimane ad abbaiare a casa, i figli fanno corpo unico con il televisore e le piante, ma chissenefrega del ficus benjamin. La notte? Se la giornata è stata avara di soddisfazioni gli incubi invadono il suo sonno e un urlo straziante sveglia l’intero palazzo: «Siamo scesi! Siamo scesi! Nel risparmio gestito eravamo al 4° posto e adesso...quinti! quinti...quinti! Anche quello str...zo di Ghisalberti della 82 mi è passato davanti!”. La moglie tenta di consolarlo – salvo che sia una direttrice in disgrazia, perchè tra disperati trattasi d’impresa pressoché impossibile – gli legge qualche pagina del Sole 24 ORE e, al sorgere dell’alba, il Nostro ripiomba addormentato tra le braccia di Morfeo. In caso contrario (più attività finanziarie, più polizze, più, più...più tutto!), la notte vola via, leggerissima. Domani è già qui. Segno più o segno meno?
venerdì, 26 maggio 2006
Sheva lascia il Milan: "Non c'entra nulla il mio rapporto con allenatore, squadra e società e neppure i soldi. Sono dispiaciuto perché ho visto gli occhi dei tifosi e i tanti messaggi arrivati. Non c'entra nulla mia moglie, abbiamo deciso insieme per il bene della nostra famiglia. Io non parlo inglese, mia moglie non parla ucraino, la lingua che abbiamo in comune in questo momento è l'italiano, ma l'unico modo per poter far capire ai nostri figli l'amore che abbiamo per loro è la lingua l'inglese".
Che cosa significa la frase di Sheva evidenziata in neretto? Chi indovina vince un viaggio alle Seychelles pagato dal presidente onorario del Milan, prossimo a marciare su Roma.
Berlusconi: «"Se questa sinistra, questo Governo, - prosegue - tirano ancora la corda dobbiamo scendere in piazza e andare tutti a Roma?". La risposta e' un boato. Un coro di si', bandiere che sventolano e la platea che si alza in piedi».
Massimo Mazzucco, Luogocomune, 26 maggio 2006 [...]
Sappi che siamo davanti a una lunga serie di indizi, riscontrabili e verificabili da chiunque, che puntano tutti il dito verso l'amministrazione Bush. Se quindi vuoi sostenerne la tesi ufficiale, dovresti gentilmente offrire una risposta valida almeno ai più pesanti interrogativi che essi pongono:
UNO. Sulla facciata del Pentagono c'è soltanto un buco rotondo di quattro metri, e quasi tutte le finestre conservano ancora i vetri intatti dopo l'impatto. Mentre un Boeing 757 è largo quaranta metri, alto quattordici, e sul prato non c'è assolutamente nulla che si possa far risalire a quel tipo di aereo. Anzi, caso mai ci sono pezzi che è molto difficile che gli appartengano.
DUE. Dei quattro dirottatori, nessuno aveva mai guidato un jet nella sua vita, e soltanto due di loro avevano il patentino per guidare piccoli aerei da turismo. Che sarebbe come fare la patente per il motorino, per poi saltare sulla Ferrari di Schumacher e battere, al primo tentativo, il record di Maranello, visto che questa gente non solo ha saputo portarsi a spasso i Boeing come fossero docili cagnolini da passeggio, ma gli ha pure fatto fare manovre che riescono solo alle migliori pattuglie acrobatiche del mondo. Mentre gli altri due piloti avrebbero addirittura fatto le stesse identiche cose, senza nemmeno aver ottenuto quel patentino. Roba da licenziare tutti i nosti piloti dell'aviazione civile, che ci è costato una cifra allenare e istruire a dovere, e mettere al loro posto i primi beduini che passano per strada, che a quanto pare la guida dei Boeing "ce l'hanno nel sangue".
TRE. Nonostante i jet della difesa americana di solito raggiungano un qualunque aereo fuori rotta nell'arco di pochi minuti, quella mattina per ben due ore nessun jet è riuscito a intercettare uno solo dei quattro aerei dirottati.
QUATTRO. Le 3 Torri sono tutte crollate in un tempo assolutamente incompatibile con le più note leggi della fisica, per cui o qualcuno ci ha mentito, o quelle leggi vanno riscritte daccapo.
CINQUE - Le Torri si sono completamente polverizzate nel crollo, cosa assolutamente incompatibile con i cedimenti strutturali ipotizzati dalla versione ufficiale.
SEI - Nelle macerie sono state trovate, a sei settimane dagli attentati, pozze di acciaio fuso, con temperature fino a 800° C. Questo è palesemente incompatibile con dei cedimenti strutturali.
SETTE - Ci sono almeno settanta testimonianze documentate, di poliziotti, pompieri, giornalisti, e comuni passanti, che hanno sentito, o vissuto personalmente, numerose esplosioni alla base delle Torri, pochi istanti prima o durante i crolli stessi. Queste esplosioni sono assolutamente incompatibili con dei cedimenti strutturali.
[...]
giovedì, 25 maggio 2006
Piero Sansonetti, LIberazione, 25 maggio 2006
Cosa ha combinato in tutti questi anni la borghesia italiana, oltre a combattere molte lotte di potere interne, oltre a progettare e talvolta realizzare scalate finanziarie, oltre a fare pressioni di ogni tipo sui governanti, per ottenere favori economici, protezione politica, esenzioni dalle tasse, spostamento di risorse a proprio favore? Non ha fatto nient’altro che queste cose che abbiamo detto ...
Non dite che l'on Cetto La Qualunque è un'invenzione di mera fantasia. Leggi qui.
Le persone giuridiche s'innamorano? Una pianta da salotto se la metti in cucina s'offende?
Ieri sera (anzi, notte fonda, prossima all'alba) dibattito infuocato a Matrix su quanto è accaduto realmente l'11 settembre 2001. Giulietto Chiesa ha cercato di spiegare, nei limiti di una trasmissione televisiva, perchè la ricostruzione ufficiale è lacunosa e non dice la verità. Il suo interlocutore, Marco Taradash, argomentava le proprie ragioni dando a Chiesa dell'antisemita-nazista-comunista (mancavano solo pedofilo e stupratore di vecchiette). Non è stato messo in onda un filmato prodotto da Massimo Mazzucco, mente del blog Luogocomune.net, sul problema delle demolizioni controllate. Comunque la pensiate, il filmato è qui.
mercoledì, 24 maggio 2006
Segnalo con piacere il blog dei detenuti della sezione Prometeo dal carcere di Torino. Si chiama "Teatro per evadere". Andate qui per la lettura.
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