|
martedì, 28 febbraio 2006
Sanremo 2006. Anna Tatangelo, pupilla di Gigi D'Alessio, una veterana del Festival nonostante la giovanissima età, con "Essere una donna" canta un testo di Mogol dove il verso centrale è "Essere una donna non vuol dire riempire solo una minigonna, essere una donna è di più, di più, di più"
(Ansa, 28 febbraio 2006, sottolineatura mia).
domenica, 26 febbraio 2006
Furio Colombo, L'Unità
«Siamo a qualcosa di peggio». Lo dice Tina Anselmi l’indimenticata e coraggiosa presidente della Commissione P2, in un’intervista all’Espresso del 23 febbraio. L’intervistatrice Chiara Valentini ricorda all’Anselmi la durezza del suo esordio politico, ai tempi del «duello all’ultimo sangue tra Togliatti e De Gasperi». E prontamente l’ottuagenaria ma non domata signora risponde: «Adesso siamo a qualcosa di peggio. Oggi c’è chi rifiuta le modalità della democrazia». Dice: «Quando presiedevo la Commissione della P2 ho avuto pressioni, minacce, denunce, sette chili di tritolo davanti casa, era una vita impossibile, ma Papa Wojtyla, mi ha detto battendomi una mano sulla spalla: “Forza, forza”. Nell’elenco di Gelli c’era una buona parte di quelli che contavano, uno spaccato tremendo del Paese. Ma ben più grave è che molti uomini della P2 siano passati indenni da quegli anni. Basti ricordare l'attuale presidente Berlusconi, tessera P2 1816. E il suo aiutante, Fabrizio Cicchitto, tessera P2 2232»...
Leggi tutto
Barbara Spinelli, La Stampa, 12 febbraio 2006
Visto che ormai comincia a farsi strada la verità sulla guerra delle caricature, conviene domandarsi perché s’è acceso un sì grande incendio, e quel che gli incendiari si propongono. Dodici vignette pubblicate mesi fa in Danimarca hanno offeso un certo numero di associazioni musulmane danesi, per motivi comprensibili e umani. Queste associazioni hanno avuto l’impressione, vedendo raffigurato il profeta con una bomba sul capo al posto del turbante, che la loro religione fosse considerata terrorista. Si sono rivolti dunque alla giustizia, e hanno intentato una causa per diffamazione e blasfemia...
Riaperti i commenti, nella speranza che la mamma degli imbecilli non sia più incinta.
Vittorio Agnoletto, il manifesto
Se si osserva il comportamento di molti leader politici sulla vicenda Tav non c'è da meravigliarsi che l'Italia sia finita al 40.mo posto nella classifica internazionale sull'onestà stilata qualche giorno fa da Transparency international. Da almeno un anno risuona incessante il ritornello: «Ce lo impone la Ue, se non si avviano i lavori l'Italia perderà i fondi». Lo hanno dichiarato uno dopo laltro molti ministri, lo hanno affermato con una sola voce Mercedes Bresso e il sindaco di Torino Chiamparino. Chi si oppone alla Tav sarebbe quindi anche un cattivo cittadino che non ha a cuore le sorti nazionali visto che mostra indifferenza al rischio che la patria possa perdere ingenti finanziamenti europei. L'importante è arraffare il malloppo, senza neanche perdere tempo a domandarsi se non sia possibile riuscire a utilizzarlo, almeno in parte, in qualche altro modo, come potenziare l'attuale linea ferroviaria e accettando che qualche container impieghi 30 minuti in più per raggiungere Lione da Torino, evitando così scempi ambientali e rischi sanitari...
Leggi tutto
sabato, 25 febbraio 2006
Ho momentaneamente bloccato i commenti. C'è un pirla che impazza.
lunedì, 20 febbraio 2006
Massimo Mazzucco, Luogocomune
Lo speciale sul Pentagono andato in onda ieri sera su RAI 1 rappresenta un classico caso di bicchiere mezzo pieno oppure mezzo vuoto. Visto da chi conosce già bene i fatti che circondano quell'evento, la delusione potrebbe essere parecchia. Visto invece da chi non ne sapeva nulla, c'è stata certo una notevole quantità di informazioni sorprendenti da digerire. Di certo si può dire almeno una cosa: non si è tratatto di un plateale caso di debunking, cosa che invece era legittimo temere, visti sia il canale su cui il programma andava in onda, sia il particolare momento politico.
Leggi tutto
domenica, 19 febbraio 2006
Gennaro Carotenuto, blog
Silvio Berlusconi ha presentato un sondaggio taroccato che lo lancerebbe verso la riconferma. Gran parte della stampa lo ha criticato ma non sono i motivi sociopolitologici a doverci preoccupare. Il problema è che Berlusconi si è rivolto ad un'agenzia specializzata nei "regime change" (cambiamenti di regime), nei trucchi sporchi e nella manipolazione dell'opinione pubblica. Il sondaggio è solo un passaggio di una strategia occulta? Con la casa di sondaggi PSB sono al lavoro in Italia anche le altre agenzie che solitamente la accompagnano, la Freedom House, la National Endowment for Democracy, o "Democracy Watch"? Per la PSB il sondaggio è un'operazione commerciale o è parte di un progetto politico statunitense per influenzare il voto politico italiano? Ecco perché quelli che stanno dietro questo sondaggio devono preoccuparci molto. Leggi tutto
sabato, 18 febbraio 2006
Tutto vero. Stamattina, in un bar della Torino olimpica, due signore conversano tra loro e una dice all'altra: " Sì, Calderoli ha esagerato, dai..non si provoca...almeno adesso...epperò, quel mortadella che fa l'antiamericano, nessuno ci dice niente a lui...e quei no-global che poi...abbiamo pagato il riscatto alle due Simone che adesso vivono in un atollo..sai, io sono per la verità delle cose, per le cose giuste". Ecco, più o meno un normale TG4 di tutti i giorni.
giovedì, 16 febbraio 2006
A parlare e' uno dei 'cervelli' di Romano Prodi il candidato premier del centro-sinistra, il sociologo del lavoro Bruno Manghi per il quale "non e' in discussione il collegamento merci ma la dimensione sproporzionata dell'attuale progetto".
TAV: MANGHI, OPERA CICLOPICA SU CUI TUTTI DEBBONO RIFLETTERE
(AGI) - Roma, 15 feb. - Inserita nel 'Corridoio 5' che prevede il passaggio dell'Alta Velocita' in Val di Susa, la Torino-Lione "e' un'opera ciclopica di cui e' difficile capire le giustificazioni e sulla cui realizzazione tutti debbono riflettere, chiunque dei due schieramenti politici sia a vincere le elezioni".
Per l'ex-sindacalista della Cisl di Milano e Torino e gia' collaboratore di Prodi nel suo governo, "la discussione aperta nel Paese sulla Tav deve basarsi piu' sui dati concreti che non su slogan puramente ideologici". Un'opera ciclopica, 4-5 volte piu' costosa del Ponte sullo Stretto di Messina, i cui lavori non dureranno meno di 15-20 anni "merita molta attenzione e riflessione - spiega Manghi - da parte di tutti: e' un progetto per come esposto poco ragionevole anche per le previsioni dei flussi di traffico non ben documentate e documentabili".
In altre parole, "per migliorare i grandi flussi di traffico si possono - precisa Manghi - studiare anche altri tracciati meno impegnativi, costosi e faraonici, ma piu' fattibili". Insomma, "prima della Tav, ci sono opere ben piu' urgenti e necessarie - conclude Manghi - da fare come la riforma del mercato del lavoro non piu' in termini giuslavoristici ma pragmatici per da agire nel vivo dei problemi cosi' da dare alle nuove generazioni".
|
|