BANCARIADI
In concomitanza con le Olimpiadi Invernali di Torino si svolgerà, in località al momento ignota, la quindicesima edizione delle Bancariadi Italiane, una grande kermesse impiegatizia che vedrà centinaia di colleghi affrontarsi in numerose gare. Il Tasso, grazie ai suoi potenti mezzi, è in grado di fornirvi alcune anticipazioni sulle discipline più interessanti.
Non sparate sul bancario
La più antiche delle sfide si svolge all’interno di un’agenzia addobbata a festa in occasione del Santo Natale. Un cliente irrompe in filiale e, minacciando di cambiare banca nel caso in cui le sue richieste non vengano esaudite, reclama a gran voce i seguenti gadget: 2 agende grandi (una per far scoppiare d’invidia un suo amico che non l’ha mai avuta e l’altra per segnare tre appuntamenti dal dentista nell’arco di un anno), 8 piccole (da usare essenzialmente come supporti per tavoli traballanti), 11 calendari (perché il suo vicino di casa ne ha avuti 10), una monografia (da portare direttamente a una bancarella dell’usato), il matitone fosforescente, il righello che ti sorride quando lo accarezzi e la gomma che cancella le macchie di sugo. I concorrenti hanno a disposizione solo due calendari di quattro anni fa e pochissimi altri gadget già tutti prenotati da mesi. Vince chi, escogitando mille scuse e senza farsi mettere le mani addosso, riesce a dissuadere il cliente dalle sue richieste. Nella scorsa edizione delle Bancariadi la gara è stata vinta dal collega Sbardellotto rag. Guidalberto con la seguente motivazione: «Con coraggio indomito e incredibile faccia tosta non ha mollato un omaggino manco morto».
La Cina è vicina
Disciplina introdotta di recente. Un cinese, arrivato in Italia da tre settimane, entra in agenzia per effettuare un bonifico verso il suo paese. Inizia così un match estenuante che mette a dura prova le capacità di resistenza dei bancari i quali devono riuscire a comprendere i dati dell’operazione (importo, nome della banca, filiale, indirizzo e nome del beneficiario) scritti su un intero foglio formato A3. La sfida è all’ultimo sangue. Il cliente ricorre a ogni espediente pur di farsi capire. Il repertorio comprende disegnini su carta, mani che gesticolano, tentativi di traduzione da parte dei connazionali che lo hanno accompagnato in filiale e reduci da un corso accelerato d’italiano con Aldo Biscardi. Gli impiegati rispondono affidando le loro speranze a vocabolari e atlanti geografici forniti dalla sede. La durata massima della gara è di 17 ore. Se alla fine della singolar tenzone nessuno è riuscito a capirci un’acca viene comunicato ai malcapitati bancari che potevano evitare tutta ‘sta faticaccia inviando il cinese all’apposito Multiethnic Point.
AAA offresi
Obiettivo, anzi MISSION: convincere un cliente che negli ultimi anni non si è fatto mancare nulla (Argentina, Parmalat, Cirio) a sottoscrivere un prodotto di nuovissima generazione. La gara si svolge in più riprese e in questa edizione delle Bancariadi dovranno essere illustrate le performance di un Equity Svalutation Private Police Fund denominato “Top Return Miami Vice”, durata annuale prorogabile, le cui caratteristiche sono semplicissime da spiegare e ancora più da capire.
Per il calcolo dell’interesse si parte dalla serie storica (anni dal 1975 al 1998) dell’indice del mercatino delle pulci di Battipaglia, si determina la sua deviazione cubica tangenziale e la si eleva a un fattore beta, frutto di una recente scoperta del fisico nucleare Rubbia, riparametrato al tasso d’inflazione corrente di un paese estratto a sorte. Il risultato ottenuto viene comunicato a un notaio che, previo incasso di una parcella da 15 mila euro, lo memorizza e se lo ripete in testa tutti i giorni per non dimenticarlo. Quando mancano tre mesi alla scadenza dell’annualità, il dramma: il notaio ha un clamoroso vuoto di memoria (due per cento? No, no, otto…no…zero virgola cinquanta, no…non me lo ricordo più, porca p…na!) e il gestore di Miami Vice mica è matto a rifare il calcolo da capo. A questo punto della spiegazione il cliente, in preda a una lancinante cefalea a grappolo, potrebbe decidere di prenotare un Bot a 6 mesi, ma il regolamento prevede che un gong provvidenziale annunci la fine della prima ripresa. Tre minuti di pausa. La gara riparte. Dalla serie storica, ovviamente.
Magic event
Migliaia di bancari in lizza per un avanzamento di grado. Un sistema centralizzato, Big Snooper (il Gran Ficcanaso), segnala eventi particolari (bonifici rilevanti accreditati sul c/c del cliente, emissione di assegni a favore di costruttori) che il concorrente deve saper cogliere come opportunità di vendita. Gli eventi vengono evidenziati su un terminale e vince chi riesce a comunicare, nel minor tempo possibile, le azioni intraprese. Big Snooper indica anche le chiacchiere da cucina dei clienti (amore, che ne dici, perché non compriamo casa con un bel mutuino?), i discorsi da bar (uè, Franchin, quand’è che ti cambi banc? La mia me dà el quatr per sent sul cun curren, te capì?) e i dubbi che avanzano (ma non è che ‘ste obbligazioni Iraq 2005-2010 sono un pacco?). Una telefonata tempestiva del concorrente può, pertanto, rasserenare gli animi, fugare le perplessità e presentare l’ampia gamma dei prodotti. Per il prossimo anno gli organizzatori hanno annunciato che Big Snooper segnalerà anche i primi sintomi da crisi di coscienza (quando scrivo all’ufficio reclami mi devo lamentare che la mia banca finanzia le industrie d’armi o che non mi danno il carnet d’assegni gratis?), ma si prevedono pochissimi eventi di questa natura.
Tu chiamale, se vuoi, discussioni
Gioco di ruolo ambientato in una classica assemblea sindacale nella quale viene presentata e discussa la Piattaforma del Contratto. Gareggiano 80 bancari così suddivisi: 46 delegati in rappresentanza di 17 sigle sindacali riconosciute, 1 bancario appartenente al gruppo ribelle “Finanza zapatista” e il resto dei concorrenti che va e viene durante la riunione. Il dibattito è articolato. Da una parte l’invito a un sano realismo rispetto alle rivendicazioni massimaliste: «Cari colleghi, il combinato disposto del quadro normativo e delle compatibilità ex post, senza dimenticare i vincoli ex ante e i processi di ristrutturazione a valle e a monte, tutto ciò, cari colleghi, rende improponibile l’aumento dei ticket restaurant da 5,16 a 6,22!». Dall’altra il richiamo del ribelle alla lotta dura e senza paura: «Colleghi!! Tutte le 17 sigle sindacali presenti, anzi…18, perché ne è nata una nuova qualche minuto fa…TUTTE le sigle, dicevo, stanno conducendo una battaglia di retroguardia che riporta indietro l’orologio della Storia!! ABBATTIAMO il potere della finanza e dello sfruttamento capitalistico, scendiamo in PIAZZA e chiudiamo la banca per un mese! Che dici, collega? Non puoi perché hai già pagato in anticipo la settimana bianca a Sestriere? E tu? Ah…hai già fatto fuori mezzo stipendio e tutta la tredicesima per una borsa Vuitton…». Segue voto.
Budget Man







