IL BANCARIO

   "I fatti che la Corte ha ritenuto provati dicono che il sen. Andreotti ha coltivato amichevoli rapporti con gli stessi boss mafiosi, ha chiesto loro favori, li ha incontrati, ha interagito con essi, ha loro indicato il comportamento da tenere in relazione alla delicatissima questione Mattarella; ha indotto i medesimi a fidarsi di lui; ha omesso di denunciare la loro responsabilità, in particolare in relazione all’omicidio Mattarella" (sentenza corte d'Appello, 2 maggio 2003, confermata in Cassazione)

 



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lunedì, 31 ottobre 2005
 

ammazzatecitutti_small


Venerdì 4 novembre i giovani di Locri scendono in piazza per gridare il loro no a mafie e mafiette. Per quello che vale il bancario esprime la sua solidarietà ai ragazzi in lotta.



domenica, 30 ottobre 2005
 

Dio ti vede

Il bancario continua ad essere ispezionato. Dopo Palazzo Chigi e la Camera dei Deputati, dò il benvenuto a Santa Romana Ecclesia. Mi mancano solo la Casa Bianca, il Cremlino e il mio direttore.


23:16:50
29/10/2005
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sabato, 29 ottobre 2005
 

Così fan tutti

Stefano Bocconetti, Liberazione

La moglie dell'assessore e la malattia della politica

Sette righe di agenzia. Che raccontano di una Calabria malata. Sette righe per spiegare che l'assessore Egidio Masella - assessore di Rifondazione in una giunta dove ci sono tutte le forze dell'Unione - s'è alla fine dimesso. Ha lasciato l'incarico di responsabile delle politiche del lavoro, delle pari opportunità. Ha lasciato l'assessorato che avrebbe dovuto mettere mano a quel sistema illegale che a Catanzaro, a Cosenza, a Reggio si chiama formazione professionale. Egidio Masella ha lasciato, travolto dallo scandalo dell'assunzione della moglie come consulente. Assunzione mancata per un soffio perché la vicenda è venuta a galla poche ore prima della firma definitiva. E' stato costretto a dimettersi dalla richiesta del suo stesso partito. Rifondazione comunista, appunto.

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postato da fcaffa | 19:15 | commenti | link
politica

 

Il linguaggio è lento

Questo blog lancia un appello accorato ( gli appelli devono essere accorati altrimenti non se li fila nessuno) a tutti i mezzi di comunicazione del suolo italico. Piantatela con il tormentone "rock/lento" che ormai imperversa sulle colonne dei giornali e dagli schermi televisivi. Non se ne può più di titoli, articoli e commenti di varia natura che alludono al catalogo del Molleggiato. Dopo esserci liberati dal refrain "senza se e senza ma" è proprio il caso di ricacciarci in questa ennesima trappola del linguaggio?
postato da fcaffa | 14:16 | commenti | link
il bancario scrive

 

Il frate è nudo

Titolo su Repubblica del 27/10/2005: "Ho fatto l'amore con le donne - confessione choc dell'Abbé Pierre". Confessione choc? Ma dai, le solite esagerazioni giornalistiche. La vera notizia esplosiva sarebbe stata: "Abbé Pierre: non ho mai trombato in vita mia".
postato da fcaffa | 12:35 | commenti | link
il bancario scrive



venerdì, 28 ottobre 2005
 

Un macabro scherzo del destino/9 ?

Salamandra, Articolo 21

Due casi si aggirano per l’Italia, a metà strada tra l’inchiesta giudiziaria e il giallo spionistico: Nigergate e Calipari, ovvero le trame che portarono alla compilazione dei falsi dossier sull’uranio proveniente dal Niger e destinato ale “armi di distruzione di massa” di Saddam, al’origine dela guerra contro l’Iraq; e l’inchiesta della magistratura italiana sull’uccisione del dirigente del SISMI, Nicola Calipari , ucciso dai militari americani a pochi metri dall’aeroporto di Bghada, proprio mentre stava portando in salvo l’inviata del Manifesto, Giuliana Sgrena. 

Tranne alcuni articoli su Repubblica e sul Manifesto, nessun servizio è stato realizzato dai TG e GR, come se a parlarne si rischiasse di “disturbare” le amicizie americane del premier Berlusconi.

Ne abbiamo parlato con Giuliana Sgrena.

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postato da fcaffa | 00:33 | commenti | link
sgrena calipari

 

Un macabro scherzo del destino/8 ?

Calipari, «spararono per uccidere»

Non volevano «avvertire», non volevano limitarsi a fermare l'auto. I militari americani che il 4 marzo scorso aprirono il fuoco contro la Toyota Corolla a bordo della quale si trovavano Giuliana Sgrena e Nicola Calipari, uccidendo il dirigente del Sismi e ferendo la giornalista, spararono nell'abitacolo per colpire autista e passeggeri. Il contenuto della perizia della procura di Roma, depositata ieri, contraddice la versione americana dei colpi d'avvertimento sparati contro un'auto che andava a tutto gas. Secondo i periti i primi colpi vennero esplosi quando l'auto andava a 60 all'ora ed era a circa 130 metri di distanza dal posto di blocco, cioè all'altezza della «linea di avvertimento» in cui avrebbero dovuto scattare segnali luminosi o colpi in aria (e non fuoco letale), gli ultimi quando l'auto era a circa 40 metri dalla pattuglia americana ed era ormai quasi ferma. Per i tecnici del pool antiterrorismo del pm Ionta a sparare fu una sola arma, e lo stesso proiettile uccise Calipari e terminò la sua corsa ferendo alla spalla Giuliana Sgrena. Secondo i periti di parte, invece, le armi furono almeno due: chieste nuove verifiche.
 
fonte: il manifesto, 27 ottobre 2005
postato da fcaffa | 00:27 | commenti | link
sgrena calipari



sabato, 15 ottobre 2005
 

Ho visto cose che voi umani neanche immaginate

In questo tempo di rinascita religiosa, un oggetto che non può mancare nelle vostre casette. Il papa che cambia colore.



venerdì, 07 ottobre 2005
 

Guantanamo de noantri

Fabrizio Gatti, L'Espresso (via Indymedia)

Ripescato in mare e rinchiuso nel centro di permanenza temporanea, l'inviato dell'Espresso Fabrizio Gatti ha vissuto una settimana con gli immigrati in condizioni disumane. E' stato poi liberato con il foglio di via.


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postato da fcaffa | 23:57 | commenti (1)| link
politica

 

Fatta la legge, trovato l'inganno

Raniero La Valle, Rocca (via Megachip)

La cosiddetta legge elettorale proposta dalla destra al potere non è solo un attentato al centro-sinistra per fare della sua eventuale vittoria una vittoria mutilata, sottraendogli decine di seggi; e nemmeno il suo carattere iniquo consiste nel fatto che si sia voluto imporre il cambiamento delle regole del gioco all'ultimo minuto, quando ormai tutte le strategie per la durissima battaglia elettorale imminente erano state studiate e preparate in funzione delle vecchie regole. Queste due cose sono gravi, ma non tanto gravi da configurare un attacco alla Costituzione e alla Repubblica....


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postato da fcaffa | 20:16 | commenti | link
politica