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sabato, 25 giugno 2005
Scusate, ero impegnato su altri fronti, cose serie (e personali) sulle quali non vi voglio tediare. Il bancario riprende a pubblicare, per grandi e piccini. Un commento tardivo sul referendum. Dal mio punto di vista è andata malissimo, ma perlomeno ho capito finalmente che cosa è un gamete. Con i tempi che corrono, in fondo, ci si accontenta di poco. Straordinaria, come sempre, la vignetta di Altan su "Repubblica" di martedì 14 giugno. Omino seduto su una poltrona che dice: "Libero staterello in libera chiesa".
mercoledì, 08 giugno 2005
Francè, famme capì. Tu dici: ''Sto referendum non è roba che puoi risolvere con un sì o un no". Ah, ecco, gli onorevoli che, durante la votazione della legge 40, davano delle puttane alle loro colleghe, loro possono decidere, io no, non sono in grado. No, Francè, famme capì, davvero.
martedì, 07 giugno 2005
L'Unità online, 7 giugno 2005
Eugenetica è una delle parole più sventolate di questa campagna referendaria. I sostenitori del no o dell'astensione gridano che lo smantellamento della legge 40 aprirebbe la porta alla pratica eugenetica [...] Il termine “eugenics” fu coniato nel 1883 da Sir Francis Galton, cugino di Darwin, che credette di aver scoperto le leggi statistiche di propagazione ereditaria dei talenti, e che nei successivi trenta anni si battè per far passare l'idea che la riproduzione delle persone di talento debba essere tutelata e favorita. Questo è già discriminare qualcuno: le persone prive di talenti (se pure esiste qualcosa del genere) per Galton dovevano arrangiarsi, quelle talentuose ricevere ammirazione e aiuti di Stato. Le sue proposte passarono oltreoceano, e attecchirono virulentemente negli Stati Uniti [...] Tra il 1907 e il 1912 sette stati americani (Indiana, Washington, Connecticut, California, Nevada, New Jersey e New York) approvarono leggi che consentivano la sterilizzazione coatta di varie categorie di persone: “ritardati mentali”, senzatetto, criminali, “deficienti”, epilettici, alcolizzati, prostitute, drogati [...] Più tardi Hitler iniziò a sbrigarsela meglio degli americani; il sovrintendente del Virginia's Western State Hospital si rammaricò nel 1934 che “Hitler ci sta battendo nel nostro stesso gioco”. [...] Fermiamoci qui, e chiediamoci: una vittoria dei sì potrebbe far precipitare il nostro paese verso l'eugenetica? La risposta è un no deciso. Permettere alle donne di sottoporsi una sola volta alle terapie ormonali (che sono fastidiose e stressanti) e ai prelievi di ovociti (che sono piccoli interventi chirurgici), anziché costringerle a ripetere questi cicli di trattamento in seguito a ogni tentativo di gravidanza andato fallito, non ha nulla (proprio nulla) a che vedere con l'eugenetica. Qui si tratta di alleviare la sofferenza delle persone, non di procurarla. [...]
lunedì, 06 giugno 2005
E il bancario, che farà al referendum? Sarò sintetico. Pur consapevole delle relazioni pericolose tra ricerca e business e ancor più che libertà e limiti vanno coniugati insieme, voterò quattro sì, perchè la legge 40 pretende di equiparare, sul piano del diritto, un organismo/grumo di cellule/materiale genetico/ - ognuno dia la definizione che vuole - che vita piena non è ancora (e forse non lo sarà mai) con un soggetto - la donna - dotata di personalità giuridica, che ha una sua storia personale, delle relazioni, che respira, mangia e la sera, qualche volta, va anche a ballare. I sostenitori del no, però, sostengono che la tutela del concepito è assicurata dalla Costituzione e richiamano una sentenza del 1975 della Corte Costituzionale che, nell'affermare quella tutela, aggiunge però anche che «non esiste equivalenza fra il diritto non solo alla vita ma anche alla salute proprio di chi è già persona, come la madre, e la salvaguardia dell'embrione che persona deve ancora diventare». Un'osservazione tra tante: l'equivalenza concepito-donna della legge 40 rischia di comportare gravi conseguenze sulla salute della donna, vedi l'obbligo dell'impianto dei tre embrioni che può comportare a ) in caso di mancato successo, ulteriori stimolazioni ovariche, che non sono proprio una passeggiata in bicicletta b) se si fa tombola, possibili gravidanze multiple, che possono far male - e tanto - alla donna e al feto. In generale la legge rivela un'insofferenza di fondo verso la procreazione assistita, trasformandola in un'estenuante corsa ad ostacoli, e soffre di ciò che è stato definito giustamente "riduzionismo biologico", ossia la vita pensata e normata come se non esistesse l'aspetto relazionale per renderla veramente tale. Ma l'embrione, se non attecchisce nell'utero ed entra in simbiosi con la madre, non va da nessuna parte. Sull'eterologa vorrei invece aprire velocemente il catalogo delle contraddizioni e chiudere la mia dichiarazione di voto. Prima contraddizione: se una donna decide di non abortire e di portare a termine la gravidanza, disconoscendo comunque il figlio, è prossima alla beatificazione. Se dona un ovocita, apriti cielo, e dove finiremo con questa eterologa - classica fallacia argomentativa detta "pendio scivoloso" - e la famiglia chi la salva più. Seconda contraddizione: i genitori adottivi non sono in fondo "eterologhi" ? Anche di loro si esaltano, giustamente, la generosità e il coraggio per una scelta tutt'altro che facile. E però, genitori integerrimi loro, mentre una coppia che volesse adottare un ovocita o uno spermatozoo, in fondo l'eterologa è anche un po' questo, non può e se solo osa pensarlo finisce dritta nelle fiamme dell'inferno. Dimenticavo, voterò sì anche perchè Giovanardi non andrà alle urne (e se fosse andato avrebbe votato no). Faccio e penso sempre il contrario rispetto a quello che dice. Credetemi, è un buon criterio di scelta.
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