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martedì, 04 novembre 2008
Non cercatemi più qui. Mi sono trasferito. E' nato IL BANCARIO 2.0.
martedì, 21 ottobre 2008
Non cercatemi più qui. Mi sono trasferito. E' nato IL BANCARIO 2.0.
domenica, 12 ottobre 2008
Non cercatemi più qui. Mi sono trasferito. E' nato IL BANCARIO 2.0.
martedì, 03 giugno 2008

Audio pubblicato da lemonsoja
martedì, 29 aprile 2008
Luglio 1990. Daniele si invaghisce di una ragazza, che chiamiamo Marilena, con un nome di fantasia. Conosciuta a una festa di amici, riesce a sapere il suo numero di telefono attraverso una pirotecnica ricerca che vede impegnata mezza Torino e l’agenzia investigativa Tom Ponzi, che stila apposita relazione. Inizia a telefonarle per sondare il terreno, come normalmente si fa in questi casi. Daniele è uno che prende le cose alla larga: “Che ne dici di un giro sul Monviso? Domenica andiamo a far fondo? Un cinemino? Se faccio le pizzette verresti una sera a casa mia?”. Marilena non è sintonizzata sulla stessa lunghezza d’onda. “Monviso? No, quando vado in montagna mi gira la testa. Sci di fondo? Vedi sopra. Cinema? Patisco il buio. Le tue pizzette? Sono intollerante al glutine”. Le risposte della ragazza sono, a dir poco, enigmatiche . La montagna le fa male? Ma nella relazione dell’agenzia Tom Ponzi c’è scritto che è socia del Club Alpino Italiano. Intollerante al glutine? Eppure, quella sera a casa di amici, Daniele l’ha vista mangiare un abbondante porzione di spaghetti alla carbonara. Il Nostro non demorde, con quella tigna che lo contraddistingue. Le scrive una lettera. Nessun risposta. Riscrive. Silenzio assoluto. La richiama al telefono: “Marilena, hai ricevuto le lettere che ti ho inviato?”. “Ah, scusami, non ti ho risposto perché so leggere, ma non so scrivere”. Analfabetismo di ritorno? Eppure dalla relazione di Tom Ponzi risulta che è diplomata e lavora in ufficio…magari fa la centralinista. Un giorno Daniele la incrocia alla fermata del pullman e osa l’inimmaginabile : “Marilena, ti voglio sposare!”. E lei: “Ah...non oggi, però, perché sono in ritardo per andare al lavoro. Possiamo ri sentirci tra una ventina d’anni?”. Una speranza sembra aprirsi. Ma quale sono i reali sentimenti della ragazza?
lunedì, 28 aprile 2008
Berlusconi l'ha triturato nel 2001 e oggi Alemanno l'ha spazzato via. Visto? La mia proposta di referendum di qualche anno fa non era campata in aria.
mercoledì, 23 aprile 2008
Mentre ero impegnato a far altro (ho scritto alcune cose dedicato ad amici che si sono sposati), il Peggiore è tornato sullo scranno di Palazzo Chigi e ci rimarrà, salvo clamorose sorprese, per altri cinque anni. Una parte consistente del paese ha ridato fiducia a un uomo che in qualsiasi paese democratico non avrebbe governato un minuto, mentre la sinistra è stata spazzata via dal Parlamento per demeriti propri e volontà altrui. Penso di scrivere un commento più analitico nei prossimi giorni. Non dimentichiamo, invece, di scendere in piazza per la festa del 25 aprile, festa della nostra libertà. Ora e sempre, resistenza!
venerdì, 11 aprile 2008
Il Cavaliere ce l'ha con il Pupone perchè appoggia Cicciobello come sindaco di Roma. Più tasse per Totti.
sabato, 05 aprile 2008
Un messaggio per dirvi che sono vivo e lotto insieme a voi (ciao Paolino, i tuoi commenti sono sempre i benevenuti!). I temi da affrontare sono, come sempre, tanti e il tempo a disposizione insufficiente. In questo periodo sono impegnato nella scrittura pro-amici. Il 19 aprile si sposa un mio carissimo compagno d'avventure e il mio cervellino è concentrato nel preparare un giornalino che racconterà, in chiave ironica, le sue vicende personali e quelle della futura moglie (Paolo sa di che cosa parlo...anche a lui ho rifilato una cosa simile). Insomma, non contate molto sulla mia presenza, anche se qualche articolo proverò a linkarlo.
domenica, 23 marzo 2008
Enzo Mangini, Carta.org, 21 marzo 2008
La notizia è in fondo, nell’ultima colonna della lunga intervista del ministro dell’interno Giuliano Amato pubblicata venerdì dal quotidiano La Repubblica. E la notizia è che la commissione d’inchiesta sui fatti del G8 genovese del 2001 non si farà. Era nel programma dell’Unione, due anni fa, ed è stata per tutta la breve legislatura del governo Prodi una richiesta costante delle forze che ora formano la Sinistra e l’Arcobaleno. Amato lo sa benissimo e per questo ripete a Giuseppe D’Avanzo che «per accertare la verità di Bolzaneto conviene affidarsi al lavoro del giudice e lasciar perdere le commissioni parlamentari». Fine. Salvo un piccolo particolare, che manca nell’intervista: i procedimenti per cui sono imputati 44 agenti di vari corpi di polizia [e non solo quella penitenziaria come dice Amato nell’intervista] sono a rischio prescrizione, per cui l’esito probabile del lavoro testardo dei pm genovesi potrebbe essere un nulla di fatto. E a quel punto?
C’è qualcosa che non torna nella campagna degli ultimi giorni, innescata dalle requisitorie dei pm nelle udienze per le torture subite da decine di persone nella caserma di Bolzaneto. Nulla o quasi di quanto i pm hanno detto in aula è nuovo: da subito dopo i giorni del 2001 le testimonianze raccolte dal Comitato verità e giustizia per Genova e dal Supporto legale avevano evidenziato il chi, il come, il quando di quello che è successo. E’ tutto ampiamente documentato, negli articoli pubblicati su questo tema, dal 2001 a oggi, su Carta, il manifesto e Liberazione, i tre giornali che hanno continuato a tenere viva l’attenzione su Genova. Amato dice che la «politica è stata indifferente». Non è vero. Non è stata indifferenza: ogni volta che, per un passo nuovo delle indagini o per un’inchiesta giornalistica, qualcuno in parlamento e fuori tornava a chiedere la commissione d’inchiesta, c’è stata una levata di scudi, spesso bipartisan, contro uno strumento legittimo e previsto dalla costituzione.
Negli ultimi due anni, quello che oggi è il Partito democratico è stato zelante nell’applicazione del diritto di veto su quella richiesta, alleandosi con le destre quando è stato necessario. Amato incluso. Tanto che il primo applauso all’intervista di Amato è venuto da uno dei colonnelli di Alleanza nazionale, Alfredo Mantovano, che ha definito «sagge» le parole del ministro dell’interno. Perfino Veltroni che improvvisamente si è accorto che sette anni fa è successo qualcosa a Genova, ha detto che «bisogna fare chiarezza», ma non ha detto né come, né quando. L’intervista ad Amato illustra molto bene quale sia la linea, sottile, tenuta fin qui dal Viminale, dal 2001 in poi: da un lato, si grida allo «scandalo», ai fatti «inconcepibili», dall’altro però, i reati ascritti agli imputati sono considerati troppo «leggeri» [violenza privata e abuso d’ufficio, su tutti] per giustificare la sospensione dal servizio o il blocco delle promozioni arrivate sistematicamente negli ultimi anni. Ma, terza piroetta, l’esistenza di inchieste giudiziarie per quei reati «lievi» sono l’alibi per non fare la commissione d’inchiesta. Che però, Amato fa finta di dimenticare, non deve stabilire le responsabilità penali, che rimangono personali e sono presunte fino a condanna definitiva, ma quelle «di sistema», politiche, se si preferisce. Amato rovina il giallo di Bolzaneto, e di Genova, rivelando non il colpevole, ma l’innocente: Gianni De Gennaro, nominato capo della polizia durante il primo centrosinistra, confermato da Berlusconi e ora capo di gabinetto di Amato, nonché supercommissario per l’emergenza rifiuti in Campania. Chiunque sia il colpevole del disastro del G8 del 2001, De Gennaro non c’entra, dice in sostanza Amato. Una presunzione d’innocenza rafforzata. E un’indicazione per il prossimo governo, quale che sia: la politica continuerà ad essere «indifferente».
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